Sicurezza nell’uso dell’aria compressa: gestione dei rischi e prevenzione delle esplosioni

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L’aria compressa è coinvolta nel funzionamento di molteplici sistemi industriali, sia semplici che complessi, ma i rischi che può comportare sulla sicurezza dei lavoratori e l’integrità degli impianti vengono spesso sottovalutati. Un utilizzo improprio, la mancanza di un’adeguata manutenzione o l’impiego di strumenti non appropriati, possono comportare incidenti anche gravi

Lesioni fisiche, esposizione a rumori intensi, esplosioni: queste sono solo alcune delle problematiche che si possono verificare in assenza di misure di sicurezza adeguate o nell’uso di attrezzature datate, rovinate o inadeguate. Perché l’ambiente di lavoro sia protetto ed efficiente, è fondamentale adottare comportamenti sicuri, controllare regolarmente gli impianti e implementarli con strumenti all’avanguardia, nel rispetto delle normative vigenti.

In questo articolo, vedremo quali sono i principali incidenti legati all’uso dell’aria compressa e alcune strategie per ridurli.

Quali sono i rischi legati all’aria compressa e gli incidenti più comuni

L’aria compressa può sembrare innocua, ma non lo è. Non si tratta solo di un flusso di aria che passa in un tubo, ma di un getto veloce e ad alta pressione. Se non viene utilizzata correttamente, se gli impianti non sono adeguatamente manutenuti o se c’è qualche anomalia, l’aria compressa può causare infortuni anche gravi alle persone. I pericoli più comuni includono:

    • Incidenti per esplosioni e rotture: in caso di perdite all’impianto, usura o guasti (anche ai raccordi e alle tubazioni), si possono verificare esplosioni e l’espulsione violenta dei detriti può colpire le persone provocando ematomi e/o lesioni. 
    • Infortuni da soffiaggio: l’uso dell’aria compressa per rimuovere la polvere dal corpo e dai vestiti è una pratica piuttosto comune in certi ambiti lavorativi. Spesso si sottovalutano i rischi che la pressione dell’aria può causare alla pelle (provocando, in certi casi, anche delle lesioni cutanee), oltre alla penetrazione di particelle nella cute o danni interni se indirizzata verso parti vulnerabili come occhi, orecchie o ferite già aperte. 
    • Inalazioni di sostanze tossiche: se l’aria compressa è utilizzata in impianti chimici o per strumentazioni contenenti sostanze e polveri, in caso di lesione o rottura (del tubo, di un raccordo o di un altro componente), l’addetto alle lavorazioni può inalare sostanze contaminanti.
    • Pericoli acustici: pistole ad aria e ugelli a volte generano un rumore elevato che, se non viene gestito, a lungo andare può causare danni permanenti all’udito.

Quali ripercussioni sulla salute?

Un lavoratore che viene a contatto con un getto d’aria compressa molto forte, al volto o in una parte del corpo, può riscontrare lesioni più o meno gravi. La pressione, infatti, può scatenare ferite: 

  • agli occhi o al volto, soprattutto in caso di rimbalzo del materiale soffiato (come schegge, polvere e trucioli) o per il soffio diretto nelle parti molli dei tessuti;
  • alle orecchie, per l’eccessiva e continuativa esposizione al rumore: il livello sonoro massimo ammissibile è di 85 dB(A);
  • ai polmoni o all’esofago, nel caso il getto d’aria compressa sia continuativo sulla bocca; 
  • a varie parti del corpo, per un colpo accidentale provocato dalla forza esplosiva dell’aria compressa. 

In casi più gravi, quando l’aria compressa riesce a penetrare all’interno dei vasi sanguigni superficiali, si rischia l’embolia gassosa (come riportato nel documento “Aria compressa: il pericolo invisibile” di Suva). Se l’operatore dirige l’aria verso di sé – per esempio per pulire i vestiti dai residui di polvere – con una pressione elevata e continua, l’aria riesce a penetrare nella pelle, soprattutto nei piccoli tagli e nelle ferite. In alcuni soggetti può provocare non solo rigonfiamenti, ma anche gravi disturbi come embolie, ictus, infarti.

Gli incidenti legati all’uso dell’aria compressa includono una moltitudine elevata di rischi, tra cui: le lesioni provocate da getti d’aria ad alta pressione, esplosioni di serbatoi, tubazioni e di particelle e/o oggetti a grande velocità. Come abbiamo visto, questi eventi possono causare danni significativi, tra cui traumi fisici (come lesioni alla cute, al viso e agli occhi) o la perdita dell’udito dovuta al rumore.

Come gestire e ridurre i rischi legati all’aria compressa: 3 soluzioni da adottare

Secondo i dati dell’INAIL, nei primi nove mesi del 2024 le denunce totali di infortuni sul lavoro sono state più di 430 mila. Nonostante non siano disponibili numeri specifici per gli incidenti legati all’aria compressa, questi rappresentano una parte rilevante dei sinistri avvenuti nel settore industriale. 

Le cause principali degli incidenti includono l’assenza della manutenzione delle attrezzature, l’uso improprio dell’aria compressa e la non conformità alle normative di sicurezza

A livello preventivo, quindi, è importante investire in: 

    • una gestione attenta dei rischi associati all’aria compressa con un’adeguata formazione del personale
    • manutenzione dell’impianto e dei componenti
    • l’uso di attrezzature certificate e conformi 

 

Vediamo, quindi, quali soluzioni adottare per prevenire gli incidenti legati all’aria compressa. 

1. Gestione dei rischi: quali comportamenti adottare

Non solo la disattenzione, ma anche alcune cattive abitudini e una non corretta informazione sui rischi dell’aria compressa portano il personale a commettere gesti pericolosi per la loro stessa incolumità. L’ideale è agire a livello preventivo determinando una serie di regole da seguire. Per esempio, è bene formare il personale a: 

  • non usare mai l’aria compressa per pulire parti del corpo o indumenti (preferendo, invece, l’uso di un aspirapolvere elettrico o predisponendo un’area doccia);
  • evitare di dirigere il getto di una pistola a soffiaggio verso sé stessi o altre persone;
  • utilizzare elementi di protezione (come occhiali e visiere) per evitare le lesioni agli occhi; 
  • servirsi di auricolari professionali per limitare il rumore e danni all’udito arrecati dal rumore forte e continuativo; 
  • indossare guanti e tuta protettiva nel caso di pulizia dei materiali;
  • verificare il valore della pressione e ridurre quello di rete rispetto l’indice massimo necessario, al fine di limitare perdite e sorgenti rumorose; 
  • controllare i fissaggi dei tubi e lo stato degli altri componenti visibili, prima di mettersi al lavoro;
  • utilizzare aspiratori per la pulizia di fori ciechi, per evitare che i detriti si disperdano nell’aria; 
  • pulire la macchina, lubrificarla ed eseguire la manutenzione e i tagliandi di revisione secondo le indicazioni fornite dal produttore.

Il datore di lavoro e il responsabile della sicurezza devono dunque accertarsi che tutti gli operatori abbiano una formazione adeguata sull’uso dell’aria compressa e sui pericoli associati e che conoscano l’uso corretto delle attrezzature.

2. Verifica e manutenzione dell’impianto e dei componenti

Effettuare ispezioni regolari dell’impianto, dei componenti e degli accessori (come i raccordi, i tubi e le pistole di soffiaggio) permette di assicurarne la conformità e l’integrità. Durante i controlli di manutenzione periodica a carico del personale aziendale o di esperti qualificati, si possono identificare tempestivamente eventuali segni di usura, perdite e danni, cambiando le parti deteriorate o applicando modifiche al macchinario. In questo modo, si limiteranno al massimo i rischi legati alla sicurezza, mantenendo l’impianto – e la produzione – sempre in attività e con la massima efficienza.  

Per fare un esempio, durante la fase di verifica andranno controllati anche: 

  • i rivestimenti fonoassorbenti e i dispositivi adottati a livello aziendale per la riduzione del rumore;
  • gli strumenti di regolazione della pressione dell’aria; 
  • la pulizia del filtro dell’aria; 
  • la corretta connessione delle tubazioni (e l’eventuale presenza di fori e/o tagli);
  • le indicazioni fornite dai manometri.

In caso di anomalie e situazioni pericolose bisognerà procedere con la segnalazione e la risoluzione del problema, cambiando quindi i pezzi usurati o effettuando interventi straordinari sui macchinari o alcuni dei componenti. 

3. Uso di prodotti adeguati

Per limitare il più possibile i rischi, si può investire nell’acquisto di prodotti di alta qualità, certificati e conformi agli standard di sicurezza internazionali.

Per esempio, gli attacchi e gli innesti rapidi CEJN eSafe garantiscono lo scollegamento sicuro dell’attacco all’impianto, evitando l’espulsione di aria compressa e relativo colpo di frusta. Inoltre, soddisfano i requisiti OSHA 1910.95 sui livelli di rumorosità e, abbinate alle pistole di soffiaggio CEJN, possono attenuare il rumore acustico, preservando l’udito degli operatori e migliorando la sicurezza del luogo di lavoro. Sempre per quanto riguarda la salvaguardia dell’udito si può vagliare l’uso dei silenziatori. Ancora, si possono utilizzare regolatori di flusso per coordinare la portata d’aria di un circuito pneumatico, prevenendo urti violenti causati dalla velocità incontrollata dei cilindri o disconnessioni accidentali dei tubi (che potrebbero colpire l’operatore). Infine, gli ugelli possono limitare la penetrazione cutanea dell’aria compressa grazie alla suddivisione del getto in parti più piccole.

Le normative principali per chi lavora con l’aria compressa: una panoramica generale  

La sicurezza sul lavoro è regolata da normative che variano da Paese a Paese. Esistono standard e linee guida comuni per la salvaguardia dei lavoratori e la corretta gestione degli impianti ad aria compressa. Tra queste: 

  • Direttiva Macchine (2006/42/CE). Stabilisce i requisiti essenziali a cui devono attenersi le attrezzature industriali, inclusi i sistemi ad aria compressa. In particolare, tutte le macchine devono essere progettate e costruite per assicurare la salute e la sicurezza degli operatori.
  • Decreto Legislativo 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro TUSSL). Determina gli obblighi dei datori di lavoro per garantire la sicurezza dei lavoratori, tra cui: la valutazione dei rischi, la formazione all’uso delle attrezzature e di informazione sui pericoli, la manutenzione, la dotazione di dispositivi di protezione adeguati, come le valvole di sicurezza e pressostati.
  • Direttiva PED (2014/68/UE): recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 26 del 15 febbraio 2016. Regola la progettazione, la fabbricazione e la conformità delle attrezzature in pressione.

Queste sono solo alcune delle più importanti normative italiane che le aziende che operano con l’aria compressa devono rispettare. I datori di lavoro che non le osservano possono correre altri rischi, anche a livello penale, soprattutto in caso di incidente. Chi vuole un impianto a norma e rispettoso delle leggi, può adottare prodotti innovativi per aumentare il livello di sicurezza a livello preventivo. In Airex possiamo suggerire le implementazioni migliori da adottare in ogni situazione e per qualsiasi settore industriale. Dopo un sopralluogo gratuito in azienda, che ci consentirà di analizzare l’impianto e le esigenze aziendali, potremo suggerire gli interventi più opportuni perché il luogo di lavoro sia protetto, evitando i rischi dell’aria compressa per la salute degli addetti e le responsabilità penali per l’inosservanza legislativa vigente. L’ideale per mantenere la massima efficienza, senza ripercussioni sulla produzione. 

 

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